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scia cuori bocche

mercoledì 18 gennaio 2012

Figlio della luna- Mecano




Per chi non fraintenda
narra la leggenda
di quella gitana
che pregò la luna
bianca ed alta nel ciel
mentre sorrideva
lei la supplicava
«fa che torni da me»
«tu riavrai quell'uomo
pelle scura
con il suo perdono
donna impura
però in cambio voglio
che il tuo primo figlio
venga a stare con me»
chi suo figlio immola
per non stare sola
non è degna di un re

Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c'è
dimmi luna d'argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna

Nacque a primavera
un bambino
da quel padre scuro
come il fumo
con la pelle chiara
gli occhi di laguna
come un figlio di luna
«questo è un tradimento
lui non è mio figlio
ed io no, non lo voglio»

Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c'è
dimmi luna d'argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna

II gitano folle
di dolore
colto proprio al centro
dell'onore
l'afferrò gridando
la baciò piangendo
poi la lama affondò
corse sopra al monte
col bambino in braccio
e lì lo abbandonò

Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c'è
dimmi luna d'argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna

Se la luna piena
poi diviene
è perché il bambino
dorme bene
ma se sta piangendo
lei se lo trastulla
cala e poi si fa culla
ma se sta piangendo
lei se lo trastulla
cala e poi si fa culla

domenica 27 novembre 2011

Se la coppia è vittima di violenza psicologica. Riconoscerla per venirne fuori

Quando è possibile rendersi conto di essere vittime di una violenza psicologica?
Va detto innanzitutto che la violenza non ha sesso. Le cronache riportano storie di maltrattamenti di uomini nei confronti delle donne in un numero maggiore, solo perché l’uomo è più condizionato a reagire nella relazione affettiva, secondo schemi culturalmente appresi. La donna tuttavia, nel caso della violenza psicologica è, alla stregua del maschio, capace di generare lo stesso dolore. Sono le due facce della stessa medaglia: la distruttività come impulso irrefrenabile che riduce la persona alla funzione di puro oggetto.
[.........]
La violenza psicologica nella coppia, diversamente da quella fisica, non lascia segni visibili; “il morto è vivo” dice una psichiatra francese, M. Hirigoyen, per indicare come il processo di manipolazione conduce la vittima ad una morte psicologica lenta e devastante.
Parole gelide, anaffettive,  che umiliano e sminuiscono in modo sistematico, giorno dopo giorno, lentamente. Gli individui violenti sono tali in quanto hanno un solo ed unico scopo: rendere insicuro l’altro e annientarlo psicologicamente. La spinta alla base del loro comportamento è il potere totale sulla vittima. Questo è l’obiettivo e rimane immutato indipendentemente dall’aggressore; le forme di violenza invece si tipicizzano in base alle peculiarità di chi compie la violenza. Questi, di solito, non ha esplosioni d’ira improvvisi, altrimenti il/la partner fuggirebbe; l’aggressore prepara il terreno attraverso azioni di vero terrore. Il maltrattamento è molto sottile e la vittima spesso rimane nel dubbio, è disorientata, paralizzata nell’incertezza delle proprie percezioni.
Benché riconosciuta di recente, ad oggi  manca una definizione precisa;  la conseguenza  è una reale difficoltà nel circoscriverne i confini.  Non ci  sono ematomi, contusioni o fratture che ricordano al soggetto e agli altri che si è stati vittima di un’aggressione. Qui abbiamo a che fare con sguardi carichi di disprezzo, parole innocue pronunciate con tono minaccioso, sarcasmi, battute umilianti. Gli insulti hanno lo scopo di instillare insicurezza e provocare un cedimento interiore nella vittima che ne assicura la completa sottomissione.
Se gli attacchi verbali si verificano in pubblico allora l’aggressore usa la forma ironica e cerca in tutti modi di accattivarsi la simpatia dei presenti. In tal modo la vittima è isolata e se trova il coraggio di raccontare a qualcuno il suo vissuto spesso non viene creduta.  E’ questo l’atteggiamento che induce la vittima a dubitare, a dire a se stessa: “Forse hanno ragione, forse sono io che l’ho provocato. Sicuramente me lo meritavo”.  Nella realtà non rimane gran ché della violenza subita perché essa non è visibile agli altri, è una violenza “pulita”.
Il modus operandi  di solito segue questo schema: aggressioni verbali sottili e graduali fino a quando la vittima arriva a considerarli normali. Se questi, tuttavia reagisce allora può manifestarsi anche l’aggressione fisica.
Come venirne fuori.
Non è semplice ma nemmeno impossibile. Quello della  violenza psicologica è un fenomeno poco conosciuto e di conseguenza è più difficile parlarne. Il primo passo a mio avviso consiste nel saperla riconoscere, darle un nome per riuscire ad individuare anche quelle forme più subdole. Le vittime, donne in prevalenza, dovrebbero avere il coraggio di pretendere il rispetto e se questo viene calpestato non lasciarsi intimorire e denunciare.  Anche gli aggressori potrebbero fare  qualcosa: smettere di negare e chiedere aiuto.
La violenza, infatti, è deleteria per tutte e due i membri della coppia; anche se  gli aggressori di solito non ne hanno coscienza, la loro è una condizione di malattia e come tale andrebbe curata.  Infine, ma non meno importante, le campagne pubblicitarie contro la violenza. Sono stereotipate; condannano quella fisica e sessuale ma non menzionano minimamente quella psicologica. Non è forse questo un  modo “civile” per legittimare insulti e umiliazioni?

Carmela Vitale - Psicologa e Psicoterapeuta



Non lasciamo sole le vittime e crediamo alle loro parole.. o almeno diamo loro il beneficio del dubbio... 


Aggiungo una parola "difficile"


Il Gaslighting è un insieme di comportamenti subdoli, agiti dal manipolatore (gaslighter), nei confronti di una persona per confonderla, farla sentire in colpa, farle perdere la fiducia in se stessa, farla sentire sbagliata, renderla dipendente, fino a farla dubitare della sua sanità mentale. Il contesto può essere quello di coppia, familiare, amicale e lavorativo.
E’ di fondamentale importanza la conoscenza del fenomeno e la prevenzione dello stesso per contrastare il fenomeno della violenza psicologica, specialmente in ambito famigliare, ove non di rado si assiste a una forma di molestia subdola e continuativa in cui la vittima viene manipolata al punto di dubitare della propria sanità mentale. Spesso questo tipo di violenza non è ravvisabile neanche dalla vittima stessa, la quale si trova inconsapevolmente ad essere manovrata dai propri congiunti, diventando di fatto complice di un processo che mira a distruggere la propria individualità.

venerdì 28 ottobre 2011

Frasi celebri

L'ansia è come una sedia a dondolo: sei sempre in movimento, ma non avanzi di un passo. (Anonimo)


È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere ogni tanto, galantuomini sempre. (Luigi Pirandello)


Se è vero che in ogni amico v'è un nemico che sonnecchia, non potrebbe darsi che in ogni nemico vi sia un amico che aspetta la sua ora? (Giovanni Papini)



L'amicizia è l'unico cemento capace di tenere il mondo assieme. (Woodrow Wilson)


Peggio di una donna che sa cucinare e non cucina è quella che non sa cucinare, ma cucina lo stesso. (Anonimo)
L'imperfezione è bellezza, la pazzia è genialità, ed è meglio essere assolutamente ridicoli che assolutamente noiosi. (Marilyn Monroe)

giovedì 6 ottobre 2011

Corsi e ricorsi storici













Premetto che sono apartitica...

ma sapete cosa mi ricorda il periodo che stiamo vivendo??

 Tenete presente quando i nazisti bruciavano i libri, così che tutti restassero  ignoranti...


http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale

Wikipedia.....





http://liberalvox.blogspot.com/2011/09/7-emendamenti-per-salvare-il-web.html

emendamenti per salvare il web..



Il resto lo lascio al libero arbitrio delle persone che leggono 


sabato 16 luglio 2011

A coloro che verranno ( Bertolt Brecht)


Bertolt Brecht è il principale drammaturgo tedesco del Novecento.

Nato nel 1898 ad Augsburg (Augusta - Baviera) scoprì presto il suo amore per il teatro.

Sviluppò la teoria del "teatro epico" secondo cui lo spettatore non doveva immedesimarsi, ma era invitato a tenere una distanza critica per riflettere su quello che si vedeva in scena.

Canzoni, elementi parodistici e una sceneggiatura molto ben studiata dovevano creare un effetto di straniamento, un distacco critico.

Lo spettatore doveva imparare qualcosa.

Il teatro di Brecht offre una grande varietà di storie e casi umani, oppure rivisitazioni di drammi storici che ancora oggi sanno incantare il pubblico per la loro arguzia, modernità e impostazione scenica.



Davvero, vivo in tempi bui!
La parola innocente è stolta. Una fronte distesa
vuol dire insensibilità. Chi ride,
la notizia atroce
non l'ha saputa ancora.

Quali tempi sono questi, quando
discorrere d'alberi è quasi un delitto,
perchè su troppe stragi comporta silenzio!
E l'uomo che ora traversa tranquillo la via
mai più potranno raggiungerlo dunque gli amici
che sono nell'affanno?

È vero: ancora mi guadagno da vivere.
Ma, credetemi, è appena un caso. Nulla
di quel che fo m'autorizza a sfamarmi.
Per caso mi risparmiano. (Basta che il vento giri,
e sono perduto).

"Mangia e bevi!", mi dicono: "E sii contento di averne".
Ma come posso io mangiare e bere, quando
quel che mangio, a chi ha fame lo strappo, e
manca a chi ha sete il mio bicchiere d'acqua?
Eppure mangio e bevo.

Vorrei anche essere un saggio.
Nei libri antichi è scritta la saggezza:
lasciar le contese del mondo e il tempo breve
senza tema trascorrere.
Spogliarsi di violenza,
render bene per male,
non soddisfare i desideri, anzi
dimenticarli, dicono, è saggezza.
Tutto questo io non posso:
davvero, vivo in tempi bui!

Nelle città venni al tempo del disordine,
quando la fame regnava.
Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte,
e mi ribellai insieme a loro.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.

Il mio pane, lo mangiai tra le battaglie.
Per dormire mi stesi in mezzo agli assassini.
Feci all'amore senza badarci
e la natura la guardai con impazienza.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.

Al mio tempo le strade si perdevano nella palude.
La parola mi tradiva al carnefice.
Poco era in mio potere. Ma i potenti
posavano più sicuri senza di me; o lo speravo.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.

Le forze erano misere. La meta
era molto remota.
La si poteva scorgere chiaramente, seppure anche per me
quasi inattingibile.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.

Voi che sarete emersi dai gorghi
dove fummo travolti
pensate
quando parlate delle nostre debolezze
anche ai tempi bui
cui voi siete scampati.

Andammo noi, più spesso cambiando paese che scarpe,
attraverso le guerre di classe, disperati
quando solo ingiustizia c'era, e nessuna rivolta.

Eppure lo sappiamo:
anche l'odio contro la bassezza
stravolge il viso.
Anche l'ira per l'ingiustizia
fa roca la voce. Oh, noi
che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza,
noi non si potè essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuta l'ora
che all'uomo un aiuto sia l'uomo,
pensate a noi
con indulgenza.

Bertolt Brecht, "A coloro che verranno", 1939.



Per riflettere...

lunedì 6 giugno 2011

Un giorno credi..


Un giorno credi di essere giusto
e di essere un grande uomo
in un altro ti svegli
e devi cominciare da zero...


Situazioni che stancamente
si ripetono senza tempo
una musica per pochi amici
come tre anni fa...

A questo punto non devi lasciare
qui la lotta è più dura, ma tu
se le prendi di santa ragione
insisti di più---

Sei testardo, questo è sicuro
quindi ti puoi salvare ancora
metti tutta la forza che hai
nei tuoi fragili nervi...

Quando ti alzi e ti senti distrutto
fatti forza e vai incontro al tuo giorno
non tornar sui tuoi soliti passi
basterebbe un istante...

Mentre tu sei l'assurdo in persona
e ti vedi già vecchio e cadente
raccontare a tutta la gente
del suo falso incidente...





Quando ero ragazza mi dava carica questa canzone... e in questo momento ne ho proprio bisogno..

Un abbraccioa tutti voi che mi seguite!!^^

lunedì 16 maggio 2011

Il bene e il male

Non pensavo che potesee essere seguito anche questo blog.. aperto solo per mettere ricordi, frasi che volevo tenere a mente... e ora mi ritrovo sebbene non lo segua troppo, mi sa che ve ne siete accorte, a dover rispondere anche in questo...

Un abbraccio a tutte... e scusate se qui dentro mi muovo meno che nell'altro.. il tempo è sempre poco e le cose da fare tante.. ma sento il vostro interesse anche qui^^

GRAZIE


Dal libro "Io sono Dio" di Giorgio Faletti:




"Nonno, perchè gli uomini combattono??"

Il vecchio, gli occchi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma.

" Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perchè lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi."

"Quali lupi nonno??"

" Quelli che ogni uomo porta in sè"

Il bambino non riusciva a capire. Attese che il nonno rompesse l'attimo di silenzio che aveva fatto cadere fra di loro,forse per accendere la sua curiosità. Infine, il vecchio che aveva dentro di sè la saggezza del tempo riprese con il suo tono calmo.

" Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgogliom bugie, egoismo."

Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.

" E l'altro?"

" L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede"

Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.

"E quale lupo vince?"

Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti.

" Quello che nutri di più"